Sono in ritardo mentre scrivo questo articolo. Ovviamente.

Non perché non avessi tempo, ma perché ho passato venti minuti a sistemare tre righe di CSS che nessuno noterà mai, tranne me. È il mio marchio di fabbrica: arrivo tardi ovunque, tranne che sui dettagli che contano solo a me. Ci ho fatto pace da un pezzo. Anzi no, ci sto ancora lavorando. Diciamo che ho fatto un accordo di massima con me stesso.

Di giorno faccio il Pre-Sales Engineer. Parlo di controllo accessi, di badge, di flussi che devono essere lineari, prevedibili, senza sorprese. La sera apro Ableton e faccio esattamente l’opposto: cerco la sorpresa, l’imperfezione che suona giusta, il rumore che diventa groove. Due lavori, due lessici, stesso identico ingrediente: la cura per il dettaglio che nessun altro vedrà.

Per anni ho pensato che dovessi scegliere. Che un ingegnere che fa musica fosse un ingegnere distratto, e un musicista con la partita IVA da tecnico fosse un musicista a metà. Ho impiegato un bel po’ a capire che non sono due metà zoppicanti, sono due velocità dello stesso motore.

Si, sono preciso, ma disordinato. Si, sono puntuale sulle cose che contano, ma cronicamente in ritardo su tutto il resto.

Si, ascolto gli altri per lavoro tutto il giorno, e poi la sera ho bisogno di due ore di silenzio assoluto per sentire di nuovo la mia voce.

Questo blog nasce da qui. Non è la vetrina di un solo Matteo ripulito per l’occasione, è il posto dove le due velocità convivono senza doversi giustificare a vicenda. Un giorno trovi un articolo su come si presenta un caso d’uso a un cliente enterprise, il giorno dopo un pezzo su come nasce una traccia partendo da un rumore sbagliato che alla fine era quello giusto.

Stessa cura per il dettaglio. Due lingue diverse. Un solo posto dove parlarle entrambe.

Benvenuto, o bentornato. Mettiti comodo, io intanto sistemo ancora due pixel.